FESTE COL BOTTO, SALTANO 100 MILIONI DI TAPPI

FESTE COL BOTTO, SALTANO 100 MILIONI DI TAPPI

La tendenza generale, il 92%, è quella di privilegiare un menu tricolore con le tradizioni del territorio. Gli italiani destineranno per il cenone di fine anno in media 96 euro a famiglia (-3% sul 2021). Nove italiani su dieci (88%) festeggeranno in casa, propria o di parenti e amici; gli altri, circa 4 milioni di persone, tra ristoranti e agriturismi con oltre trecentomila presenze.

Sarà anche la notte delle bollicine. A mezzanotte e dintorni voleranno milioni di tappi di spumante (95mio, solo in Italia, tra Natale e Capodanno), +1% rispetto allo scorso anno.

Bollicine sempre più effervescenti. L’aumento della domanda in Italia e all’estero ha spinto la produzione nazionale che dovrebbe attestarsi sopra le 970 milioni di bottiglie, per un fatturato di quasi 3 miliardi di euro, dei quali oltre i 2/3 realizzati fuori dai confini nazionali.

A guidare la classifica delle produzioni nazionali è il Prosecco con un’incidenza sulla produzione del 70% degli spumanti imbottigliati – rileva Coldiretti – che ne ha fatto uno dei simboli del Made in Italy all’estero. Ma in crescita ci sono un po’ tutte le bollicine, dal Franciacorta all’Asti, dal Trento Doc alle piccole produzioni che si sono diffuse velocemente lungo tutto lo Stivale, dall’Abruzzo alla Sicilia, passando per Toscana, Marche, Lazio e Umbria. Ne sono un esempio Trebbiano, Verdicchio, Oltrepò all’Alta Langa, Moscato, Falanghina, Grechetto, Malvasia, Grillo, Nero d’Avola, Negroamaro, Durello, Vermentino, solo per citarne alcuni. Si tratta di produzioni a denominazione di origine nell’83% dei casi e nel 6% Igt.

Se lo spumante si conferma quale prodotto clou per più di otto italiani su dieci (84%), è sorprendentemente riscontrare che al secondo posto “degli immancabili a tavola a San Silvestro”, sono le lenticchie presenti nell’82% dei menu, di certo perché sono chiamate, per tradizione, a portar fortuna. Tra le più note provengono da Castelluccio di Norcia Igp ma anche quelle di S.Stefano di Sessanio (Abruzzo), di Valle agricola (Campania), di Onano, Rascino e Ventotene (Lazio), Molisane (Molise), di Altamura (Puglia), di Villalba, Leonforte, Ustica e Pantelleria (Sicilia) o ancora le umbre di Colfiorito, tutte presenti nell’elenco delle specialità tradizionali nazionali.

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