Franco Adami, Presidente del Consorzio Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG è ottimista: “Con la vendemmia di quest’anno chiudiamo una stagione che non ha rilevato particolari criticità, non a caso le prospettive dei nostri produttori sono molto buone rispetto al millesimo 2025”. Quindi, a qualche giorno dall’inizio ufficiale della vendemmia (probabilmente da lunedì 8 settembre, ndr), nelle colline “patrimonio Unesco” del Conegliano Valdobbiadene, il clima che si respira tra i viticoltori è di grande ottimismo.

Come già accaduto nelle ultime annate, i mesi di aprile e maggio sono stati i più piovosi dell’intera stagione; ciò non ha però creato difficoltà nei piani di difesa della vite. La stagione, segnalano dal Consorzio, è poi continuata con un giugno molto asciutto e caldo, interrotto ad inizio luglio dalle necessarie precipitazioni. A fine mese è iniziata la maturazione favorita da notti fresche e poche precipitazioni; questa fase, dopo un primo periodo molto accelerato, è rientrata su valori normali con lenti accumuli zuccherini e di composti aromatici. Proprio da queste ultime considerazioni nasce la fiducia e l’attesa per una vendemmia promettente.
Infatti per Diego Tomasi, Direttore del Consorzio, “lo stato dell’uva è ottimale. L’annata trascorsa ha registrato il 30% in meno di precipitazioni rispetto allo scorso anno, con un generale calo degli eventi piovosi mantenendo comunque un carico termico come il 2024. Ad oggi, continua Tomasi, confermiamo un buon equilibrio tra acidità e zuccheri, ma soprattutto dei valori aromatici già su buoni livelli come confermato da appropriate analisi chimiche; tutto ciò, accompagnato attualmente da un perfetto stato sanitario, lascia fiduciosi in una vendemmia di grande qualità. Inizieremo la vendemmia decidendone la data dando priorità alla sanità, all’acidità ed alla maturazione della buccia piuttosto che alla quantità zuccheri presenti.”

Tutto ciò conferma la vocazione viticola delle colline del Conegliano Valdobbiadene, con il perfetto ambientamento del vitigno Glera. A ciò va associata l’accertata diversificazione nella composizione delle uve presente grazie alle pendenze, altitudini ed esposizioni diversificate, mirabile mix che contribuisce da sempre ad una ampia gamma di caratteristiche aromatiche delle uve diverse di Riva in Riva.
