“Valuteremo ogni azione per tutelare le aziende agricole”, così Confagricoltura dopo il primo SI’ a maggioranza, arrivato ieri dalla riunione degli ambasciatori dei 27 Stati membri (Coreper). La perplessità principale, continua l’organizzazione professionale agricola, riguarda il principio di reciprocità, fondamentale per garantire un commercio internazionale equo e trasparente.
Coldiretti per parte sua afferma che l’accordo sottoscritto anche dall’Italia, “non ci soddisfa e non ci fidiamo della Von Der Leyen”. Anche per Coldiretti “la reciprocità, insieme all’obiettivo di aumentare i controlli, rimane un punto essenziale che abbiamo più volte ribadito: chi vuole esportare in Europa deve rispettare gli stessi standard produttivi, ambientali e sanitari richiesti alle nostre imprese agricole”.
Per il Presidente di Cia-Agricoltori Cristiano Fini, “meglio con la soglia di salvaguardia al 5%, ma presidieremo la fase attuativa a tutela produttori e cittadini, competitività e salute al primo posto”.
In un comunicato il Ministro MASAF Francesco Lollobrigida spiega le scelte governative: “Rispetto al Mercosur abbiamo migliorato un accordo che portava indubbi vantaggi per il sistema italiano industriale e agricolo ma che per alcuni settori rappresentava criticità. Il Coreper ha dato mandato di firma alla Commissione europea per proseguire nel percorso che porterà all’approvazione del trattato commerciale.
Ma abbiamo ottenuto come ultimo risultato di abbassare la soglia del meccanismo di salvaguardia (dei prezzi, ndr) dall’8 al 5%, e il rafforzamento del sistema dei controlli per le merci all’ingresso nell’Unione europea.
Gli agricoltori avranno dunque un meccanismo di protezione più efficace qualora vi fossero perturbazioni sui prezzi dei prodotti agricoli e potranno contare su una applicazione effettiva del principio di reciprocità. La reciprocità è un principio che deve valere per tutti gli scambi commerciali con gli Stati terzi, non solo per il Mercosur”.
“Ora tocca al Parlamento europeo, ai nostri 720 rappresentanti eletti – scrivono il Copa e Cogeca, i rappresentanti agricoli e della cooperazione europei -, votare su questo accordo in buona coscienza. La decisione dell’ultimo minuto del Consiglio di ritirare la dichiarazione che garantisce l’attuazione provvisoria dell’accordo prima che il Parlamento europeo abbia la possibilità di dire la sua, nonostante le promesse passate che ciò non sarebbe accaduto, è estremamente preoccupante. Erode la fiducia nella governance europea, nei processi democratici e nel controllo parlamentare in un momento in cui la credibilità istituzionale è già sotto pressione.”
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