300mila tonnellate sembra sarà la quota produttiva per l’olio tricolore, ma la performance 2025 verrà raggiunta soprattutto grazie agli uliveti del Sud. Secondo l’analisi dell’Osservatorio SOL Expo (prossima edizione in programma a Veronafiere, 1-3 marzo pv) su dati Sian, nelle cisterne dei frantoi e degli oleifici italiani riposano 267mila tonn. di olio, con una resa complessiva (14,98%) in linea con la media storica.
Questi dati, se confermati, porterebbero l’Italia a chiudere la campagna con circa un +20% sui volumi sullo scorso anno, in controtendenza rispetto al resto dei Paesi produttori europei. La Spagna si attesterà infatti tra -5% e -10%, mentre Grecia e Portogallo dovrebbero registrare cali più consistenti (tra il -15% e -20%).
A sostenere il 90% della produzione nazionale è il Mezzogiorno e, in particolare, la Puglia. Capofila indiscussa, con le sue 135 mila tonnellate il tacco d’Italia esprime il 50% dell’olio italiano, seguita a distanza dalla Sicilia (40 mila tonnellate, pari al 15%) e dalla Calabria (38mila tonnellate, 14%). Per quanto riguarda la produttività, le rese medie in olio al frantoio sono state generalmente più basse di 2 punti al Nord rispetto al Sud; la punta massima si registra in Liguria (18,53%), mentre il dato minimo si riscontra in Piemonte (10%).
Ma se la produzione tiene, faticano le vendite nella Grande Distribuzione.
Stando ai dati Nielsen di dicembre, i volumi registrano un calo del 26% rispetto all’anno precedente, dovuto alla sostanziale tenuta del prezzo medio dell’extravergine nazionale a 11,21 euro/litro, in lieve crescita rispetto al 2024. Si assiste, di contro, al brusco calo dell’olio extravergine di oliva comunitario, il cui prezzo a scaffale è sceso da 9,74 euro/litro nel 2024 a 7,32 euro/litro nel 2025. Nonostante un differenziale del prezzo tra olio italiano e comunitario raddoppiato, solo un italiano su quattro ha scelto di cambiare abitudini di consumo tornando all’acquisto di miscele di olio europeo. Complessivamente il mercato dell’olio extravergine nella Grande Distribuzione vale 1,6 miliardi di euro, di cui oltre un quarto (413 milioni di euro) in quota made in Italy.

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