Dopo vent’anni di negoziati l’Accordo BBNJ (Biodiversity Beyond National Jurisdiction), è entrato in vigore lo scorso 17 gennaio 2026, ovvero ora è parte del Diritto Internazionale. A sottoscriverlo, per ora, 81 Stati – tra cui Cina, Brasile, Francia, Spagna e Giappone, e 145 firmatari. Si tratta di un trattato globale vincolante, volto a garantire l’uso sostenibile e la conservazione della biodiversità nelle aree oceaniche al di fuori della giurisdizione nazionale (cosiddette ABNJ, che si estendono oltre le 200 miglia nautiche dalla costa), come la pesca, la navigazione, l’attività mineraria e la ricerca esplorativa; e per combattere la pesca illegale, non dichiarata e non regolamentata.
L’Accordo copre quattro temi principali: risorse genetiche marine; strumenti di gestione territoriale; valutazioni di impatto ambientale; sviluppo di capacità e trasferimento tecnologico. Stabilisce inoltre che i benefici delle risorse genetiche marine, spesso utilizzate in prodotti farmaceutici, integratori alimentari e cosmetici, siano condivisi in modo equo e imparziale.
“La biodiversità marina è alla base della pesca sostenibile e della sicurezza alimentare globale. L’accordo BBNJ rappresenta un’opportunità unica per migliorare la governance globale degli oceani e migliorare i risultati per tutti”, ha affermato Manuel Barange, Direttore Generale Aggiunto e Direttore della Pesca e dell’Acquacoltura della FAO.
Circa 11 milioni di tonnellate di animali acquatici vengono catturati ogni anno dalle attività di pesca nelle aree ABNJ, principalmente tonni, palamite, pesci spada ed elasmobranchi prelevati dalla zona epipelagica, quella situata presso la superficie del mare dove vi è abbastanza luce da permettere la fotosintesi. La pesca in queste acque è regolamentata da una rete di norme e organizzazioni regionali per la gestione della pesca, con alcune lacune geografiche. Questi territori coprono circa due terzi degli oceani e quasi la maggior parte dello spazio vitale totale del pianeta.
L’Accordo BBNJ rappresenta quindi un importante passo avanti per colmare le lacune critiche nella governance delle aree al di fuori delle giurisdizioni nazionali.

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