Cos’è il “cuneo salino”? Gli agricoltori, ahiloro, lo sanno bene. Questo fenomeno naturale, detto anche intrusione marina, è quello per cui l’acqua salata del mare si insinua all’interno delle foci dei fiumi e nelle falde acquifere sotterranee costiere, sostituendosi all’acqua dolce in quanto meno densa di quella del mare. Facile comprendere i notevoli problemi che l’acqua salata crea di conseguenza alle colture agricole.
Una ricerca ora dimostra come il sale si propaghi in base alle variabili meteorologiche, alla struttura del suolo e alla presenza di sostanza organica.
La sfida alla risalita del cuneo salino e alla salinizzazione dei suoli compie quindi un passo decisivo. Lo si deve al progetto “Agritech Spoke 4 UNIPD – WP4.2”, finanziato dal PNRR. La ricerca, con a capo Paolo Tarolli, insieme alla ricercatrice Aurora Ghirardelli, del Dipartimento Territorio e Sistemi Agro-Forestali (TESAF) dell’Università di Padova, segna un cambio di paradigma nella gestione ambientale. Luogo di studio il Delta del Po, con il coinvolgimento del Consorzio di Bonifica Delta del Po e alcune aziende agricole, con dati interpretati dall’Intelligenza Artificiale e successiva pubblicazione sulla prestigiosa rivista internazionale iScience.
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