La manutenzione delle infrastrutture idrauliche, la programmazione degli interventi e gli investimenti nella prevenzione sono strumenti essenziali per ridurre l’esposizione al rischio e rafforzare la resilienza delle comunità.
Il sistema dei Consorzi di bonifica ed irrigazione, come è stato detto in questi giorni a Roma durante l’annuale assemblea ANBI, rappresenta una delle principali reti territoriali per l’applicazione concreta dell’innovazione, degli investimenti infrastrutturali ed un ambito necessario di ricerca e sperimentazione.
Attraverso la gestione di oltre 231.000 chilometri di canali e condotte, circa 23.000 opere idrauliche e più di 3.000 impianti idrovori e di sollevamento, questi enti consortili operano quotidianamente per coniugare sicurezza territoriale, gestione della risorsa idrica, efficienza irrigua e sostenibilità ambientale. Negli ultimi anni il sistema consorziale ha dimostrato una significativa capacità progettuale e realizzativa.
I Consorzi di bonifica sono infatti soggetti attuatori di 258 interventi finanziati nell’ambito del PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza) per un valore complessivo di circa 1,6 miliardi di euro, contribuendo al raggiungimento degli obbiettivi europei di efficientamento delle reti irrigue, contenimento delle perdite, risparmio della risorsa idrica e produzione di energia rinnovabile con riduzione dei consumi energetici da fonti fossili. A ciò si aggiunge la risposta fornita nell’ambito dell’ultima finestra del PNIISSI (Piano Nazionale di Interventi Infrastrutturali e per la Sicurezza nel Settore Idrico), che ha visto la presentazione di progetti per 7,3 miliardi di euro, in larga parte dotati di livelli avanzati di progettazione ed immediatamente cantierabili.
L’innovazione nel settore idrico e irriguo non si esaurisce nella realizzazione di nuove opere infrastrutturali ed impianti irrigui: essa comprende anche l’impiego di sistemi di telecontrollo, sensoristica avanzata, modellistica previsionale, supporto satellitare, intelligenza artificiale e strumenti digitali in grado di migliorare la conoscenza dei territori e la gestione della risorsa.
La crescente disponibilità di dati, capacità di calcolo e tecnologie avanzate consente di sviluppare modelli decisionali sempre più efficaci per l’anticipazione dei fenomeni, l’ottimizzazione della distribuzione della risorsa, la riduzione dei consumi e l’adattamento ai cambiamenti climatici.
La crescente frequenza degli eventi estremi conferma, inoltre, come la sicurezza dei territori non possa essere affidata esclusivamente alla gestione dell’emergenza. Per affrontare le sfide future sarà necessario proseguire lungo un percorso che integri investimenti infrastrutturali, innovazione tecnologica e ricerca applicata.
In particolare, risultano strategici il potenziamento della capacità d’accumulo delle risorse idriche, la modernizzazione delle reti di distribuzione, il riuso delle acque depurate, la digitalizzazione dei sistemi di gestione, il rafforzamento delle sinergie tra istituzioni, ricerca, imprese e territori.
In questa prospettiva, l’esperienza maturata dal sistema dei Consorzi di bonifica ed irrigazione dimostra come questo processo di modernizzazione possa rappresentare non soltanto un fattore di efficienza, ma uno strumento concreto di protezione dei territori, sostegno alla competitività delle produzioni agricole e della filiera agroalimentare, costruzione di nuove opportunità di sviluppo sostenibile per il Paese.
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