Nel 2024 il contributo delle fonti rinnovabili ai consumi finali lordi è cresciuto ulteriormente rispetto agli anni precedenti, raggiungendo i 30,6 Mtep (milioni tonnellate equivalente petrolio) e coprendo circa il 22% del fabbisogno energetico nazionale, stimato dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica in 140 Mtep, vale a dire più di un miliardo di barili di petrolio. L’incremento della produzione da fonti a basso impatto ambientale (bioenergie, idroelettrico, solare, eolico, pompe di calore e geotermia) ha permesso di ridurre in misura significativa la domanda interna di combustibili fossili, tagliando in un solo anno l’equivalente di oltre 210 milioni di barili di petrolio. L’Italia, basandosi sulle proprie risorse, potrebbe produrre nel 2030 oltre 16 Mtep di energia termica da biomasse. Considerando che una petroliera di medie-grandi dimensioni è in grado di trasportare dalle 120.000 alle 200.000 tonnellate di petrolio, il potenziale di 16 Mtep equivarrebbe al carico di 80-140 petroliere ogni anno.
Questi dati sono emersi nel corso della presentazione di EIMA Energy, uno dei sette Saloni specializzati di EIMA International (esposizione fra le prime al mondo per il settore della meccanizzazione agricola a BolognaFiere dal 10 al 14 novembre pv).
“Tra i vantaggi offerti delle biomasse – ha spiegato Vito Pignatelli presidente di Itabia, Italian Biomass Association – va segnalatala la grande flessibilità, che permette di utilizzare queste risorse per la produzione di elettricità, di calore e di carburanti per i trasporti, e la facile reperibilità sul territorio, oltre alle zero emissioni di gas serra che rendono le bioenergie una delle fonti in assoluto più ecologiche. Le bioenergie – ha aggiunto il presidente di Itabia – si ricavano da numerose fonti, dal legno forestale ai residui delle lavorazioni agricole, dai reflui degli allevamenti zootecnici ai rifiuti agroindustriali e alla frazione organica dei rifiuti solidi urbani, e offrono rendimenti energetici eccellenti grazie all’impiantistica oggi disponibile”.
“Per attivare filiere bioenergetiche efficienti – ha ricordato Raffaele Spinelli ricercatore del CNR IBE – è fondamentale disporre di una meccanizzazione che copra l’intero ciclo, dalla raccolta della biomassa al trasporto, fino alla sua lavorazione e all’impiantistica per la conversione energetica; mezzi, attrezzature e impianti, oggi prodotti da industrie specializzate che saranno visibili nel contesto di EIMA Energy”.
“EIMA Energy è una vetrina delle innovazioni tecnologiche per il settore, ma insieme un grande evento dimostrativo – ha detto il DG di FederUnacoma Simona Rapastella – giacché gran parte dell’esposizione è allestita all’aperto con macchine in funzione, per mostrare al pubblico le caratteristiche tecniche e l’efficacia dei mezzi impiegati”.
Un’area demo che quest’anno avrà una collocazione strategica nell’ambito del quartiere fieristico bolognese trovandosi nell’area compresa fra il Padiglione 26 e il Padiglione 30, prossimi all’ingresso Michelino.
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