L’incremento delle temperature sta producendo picchi di calore estremo anche in Italia, in particolar modo sulle regioni alpine e sul distretto padano. Nuovi segnali di preoccupazione, indica l’ANBI, arrivano dal Friuli-Venezia Giulia mentre nel Veneto si sta già pensando all’uso di dissalatori locali. E ciò perchè gli apporti meteorici di Giugno sono stati mediamente più scarsi del 15% rispetto al consueto, fatto che ha superato addirittura il 40% nelle aree del Sile e quelle scolanti nella laguna veneziana.
L’anno idrologico 2025-2026 ha finora registrato un ammanco di piogge stimabile in 3 mld di mc (-26%). Lo scorso mese sulle Dolomiti, la temperatura è stata superiore alla media di ben 3° ed il degrado dei ghiacciai sta avvenendo ad una velocità superiore al 2025 (fonte: ARPAV); sul distretto delle Alpi orientali il deficit di risorsa nivale era del 74% (meno del 2022!).
Non va meglio sull’arco alpino. Il lago Maggiore, sottolineano i Consorzi di bonifica italiani (ANBI), è sceso 2 centimetri sotto il livello della grande siccità del 2022. I grandi laghi del Nord si stanno rapidamente svuotando: se il Verbano, con afflussi più scarsi dell’82% rispetto alla media, è passato in due settimane da un valore di riempimento superiore al 61% all’attuale 30,3%, il Lario è sceso dal 62,9% al 31,2% e l’Iseo è crollato dal 71,4% al 22,9%; meno marcato è il calo del Benaco, che dal 75% è ora al 66,4%.
Altro elemento di grave preoccupazione sono le temperature marine: le acque oceaniche globali sono le più calde mai registrate in questo periodo, mentre quelle mediterranee si sono stabilizzate su valori fino a 3° sulla media con temperature, che lungo le coste italiane raggiungono i 30°. I Paesi, che si affacciano sul bacino Mediterraneo, stanno pagando un prezzo altissimo alla crisi climatica anche in perdite di vite umane: in Francia, in una settimana si è registrato un aumento della mortalità del 30%; in Spagna, i decessi, legati all’ondata di caldo in Giugno, sono stimabili in 1028 contro i 407 di un anno fa. I vasti incendi boschivi, che stanno interessando la penisola iberica, la Francia e la Grecia, si stima abbiano mandato (per ora) in fumo un’area pari a 190 chilometri quadrati; nel Sud Ovest della Francia sono stati evacuati 10.000 abitanti minacciati dalle fiamme.

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