Si stima che nel 2025 circa 645 milioni di persone (il 7,8% della popolazione mondiale) abbiano sofferto la fame. Si tratta di quasi 14 milioni di persone in meno rispetto al 2024 e 43 milioni in meno rispetto al picco del 2022. Così il Rapporto annuale sulla fame globale (SOFI), presentato a Roma dalla FAO.
Anche la situazione relativa all’insicurezza alimentare è migliorata in modo sostanziale. Nel 2025, circa 2,1 miliardi di persone hanno sofferto di insicurezza alimentare moderata o grave, quasi 86 milioni in meno rispetto all’anno precedente. I dati positivi più significativi si sono registrati in Sud America e in Asia, in particolare nell’Asia meridionale.
“Questi numeri sono importanti perché dimostrano che la fame non è inevitabile”, ha affermato il Direttore Generale dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Alimentazione e l’Agricoltura (FAO), Qu Dongyu . “Con politiche economiche solide, protezione sociale e investimenti costanti in sistemi agroalimentari più efficienti, inclusivi, resilienti e sostenibili, possiamo invertire la tendenza della fame”.
I progressi restano fragili e irregolari.
Nonostante le tendenze positive evidenziate nell’edizione di quest’anno del SOFI, il rapporto avverte però che i progressi rimangono disomogenei e vulnerabili a molteplici shock.
L’Africa, ad esempio, ha registrato un’importante svolta, con la prevalenza della fame in calo dal 20,3% nel 2024 al 20,0% nel 2025, segnando la prima interruzione della tendenza crescente della fame nel continente dal 2017. Tuttavia, circa 309 milioni di persone in Africa continuano a soffrire di malnutrizione e la rapida crescita demografica significa che il numero assoluto di persone che soffrono la fame potrebbe ancora aumentare nei prossimi anni.
A livello globale, le prospettive rimangono preoccupanti. Nonostante i recenti progressi, il rapporto prevede che circa 520 milioni di persone potrebbero ancora soffrire la fame nel 2030, compromettendo il raggiungimento dell’Obiettivo di Sviluppo Sostenibile 2 (Fame Zero). Questa stima potrebbe sottostimare i rischi perché non tiene pienamente conto dei potenziali impatti di un forte evento El Niño o delle recenti riduzioni dei finanziamenti per lo sviluppo e gli aiuti umanitari.
La fame, è emerso durante l’evento romano, è solo una delle dimensioni della sfida globale per la sicurezza alimentare: quasi un terzo della popolazione mondiale non può permettersi una dieta sana, esponendo milioni di persone alla malnutrizione e a malattie non trasmissibili legate all’alimentazione.
Sebbene la produzione alimentare si sia espansa in molte regioni, il rapporto SOFI 2026 mostra che gli alimenti nutrienti rimangono spesso costosi perché le spese si accumulano nelle fasi di stoccaggio, trasformazione, trasporto e vendita al dettaglio. Infrastrutture inadeguate, sistemi di catena del freddo deboli, forniture energetiche inaffidabili e mercati inefficienti continuano a far aumentare il prezzo di frutta, verdura e alimenti di origine animale, limitandone l’accesso per le famiglie a basso reddito.
Priorità
Tra le priorità principali figurano il mantenimento dell’apertura dei mercati alimentari, energetici e dei fattori produttivi agricoli, l’evitare restrizioni alle esportazioni e il rafforzamento dei programmi di protezione sociale mirati per le popolazioni vulnerabili. I governi e i partner per lo sviluppo sono inoltre esortati a garantire che gli agricoltori possano accedere a fertilizzanti, sementi di qualità, acqua, credito e altri fattori produttivi essenziali prima che le decisioni di semina diventino irreversibili.
Sono necessari investimenti a lungo termine in tutti i sistemi agroalimentari, in particolare nell’irrigazione, nelle strutture di stoccaggio, nelle catene del freddo, nelle infrastrutture di trasporto, nei sistemi di allerta precoce e nei meccanismi di azione preventiva. Tali investimenti possono ridurre il costo degli alimenti nutrienti, migliorare la resilienza agli shock e rendere le diete sane più accessibili.
“In un mondo caratterizzato da shock continui e sovrapposti, il progresso non può essere dato per scontato; deve essere protetto, accelerato ed esteso a tutti, ovunque, per garantire i Quattro Migliori: una produzione migliore, una nutrizione migliore, un ambiente migliore e una vita migliore, senza lasciare indietro nessuno”, ha affermato Qu.

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