Per Massimiliano Giansanti, presidente di Confagricoltura e del COPA: “L’agricoltura italiana ed europea si trovano a un punto di svolta e le decisioni che le istituzioni della UE dovranno prendere nei prossimi mesi plasmeranno in modo decisivo il nostro modello agricolo e determineranno il futuro del settore. Questa proposta della Pac – sottolinea Giansanti – non guarda neanche al sostegno agli agricoltori e al giusto prezzo per i consumatori. Per questo è totalmente da cancellare”.
Per Fini, presidentedi Cia-Agricoltori italiani, “la futura Pac non può subire tagli né frammentarsi in 27 piani nazionali, che minerebbero la competitività e la coesione del settore a livello Ue. Non possiamo accettare un’ulteriore erosione di risorse né la loro diluizione in un fondo unico, che finirebbe per alimentare conflitti tra settori -ha ribadito Fini-. L’agricoltura merita investimenti chiari e mirati, non compromessi che ne indeboliscono il ruolo primario”.
Nel frattempo Coldiretti mobilita per Venerdì 26 settembre il popolo del grano, il quale scende in piazza con una grande mobilitazione da Nord a Sud del Paese per denunciare le manovre di veri e propri trafficanti che utilizzano le importazioni di prodotto straniero per far crollare i prezzi di quello italiano, scesi ormai drammaticamente sotto i costi di produzione. Speculazioni che rischiano di far drasticamente diminuire le capacità produttive del Paese in un settore strategico per l’approvvigionamento alimentare. A rischio, ricordano da Palazzo Rospigliosi, è la sopravvivenza di oltre centotrentamila aziende agricole impegnate nella coltivazione, ma anche un patrimonio territoriale di 1,2 milioni di ettari minacciati dall’abbandono e dalla desertificazione.

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