È certamente presto per fare previsioni in merito alla prossima raccolta. Ma è certo che il pur grande “Uliveto Italia” non riesce a soddisfare completamente la domanda interna. Le prospettive 2022 indicano dal punto di vista quantitativo una campagna con buone produzioni al centro-nord, in Calabra e in Sicilia, regioni che negli ultimi anni stanno crescendo anche per qualità. Ma, a fronte di questo quadro apparentemente positivo l’analisi dei numeri spiega la situazione in modo inequivocabile. L’Italia produce ogni anno circa 300 mila tonnellate di olio di oliva, ma il suo fabbisogno si aggira tra le 850 e le 900 mila tonnellate, tre volte tanto. Conti alla mano mancano “agli italiani” 650 mila tonnellate di olio, che ovviamente siamo costretti ad importare. Soluzioni? Molte, anche di tipo tecnico e agronomico, con l’obiettivo di produrre di più. Una programmazione che spetta al Ministero e alle regioni. Le risorse economiche ci dovrebbero essere, un buon inizio – anche se la saggezza dice che i soldi non sono tutto…

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