“Al di là dell’esito del voto odierno, il messaggio lanciato dal Parlamento europeo non va fatto cadere. Occorre imboccare una strada diversa da quella proposta dalla Commissione per una maggiore sostenibilità ambientale e una più rigorosa protezione delle risorse naturali”. E’ il commento del presidente di Confagricoltura, Massimiliano Giansanti, sull’esito del voto dell’Assemblea dell’Europarlamento che ha respinto il rigetto della proposta di regolamento della Commissione sul rispristino della Natura. 
“Gli obiettivi da conseguire – sottolinea Giansanti – sono fuori discussione, ma non possono essere perseguiti secondo le indicazioni della Commissione UE, basate su vincoli e divieti, senza considerare inoltre le differenze degli assetti produttivi a livello nazionale”.
 “Bene  comunque – sosiene   Luigi Scordamaglia, amministratore delegato di FIliera Italia –  che nonostante il mancato rigetto, che sarebbe stata la scelta più razionale, sia passata la linea da noi fortemente sostenuta di tutela della produzione agroalimentare attraverso emendamenti che prevedono l’esclusione degli ecosistemi agricoli dal campo di applicazione della legge, l’eliminazione dell’obiettivo di riduzione del 10% della superficie agricola produttiva, la richiesta di utilizzare fondi esterni alla PAC e alla politica della pesca per la copertura dei deficit di finanziamento e il riferimento diretto alle clausole specchio ed alla reciprocità verso Paesi terzi”.
Tenore molto simile dalla Confederazione agricoltori italiani. “Prendiamo atto dell’attenzione da parte del Parlamento Ue alle istanze dell’agricoltura, 
escludendola, con la cancellazione dell’articolo 9, dall’applicazione della legge sul ripristino della natura”. Ha commentato così, il presidente nazionale di Cia-Agricoltori Italiani, Cristiano Fini.

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