A raccolto appena concluso, possiamo dire che quella che stiamo vivendo è una stagione da allarme rosso per il comparto della pera.
Forse per questo, cioè sulla scia dei dati drammatici del raccolto 2023, il Consorzio di Tutela della Pera dell’Emilia Romagna IGP ha deciso di stringere una partnership con il mondo della distribuzione per qualificare al meglio il prodotto disponibile, accompagnata da un’impattante campagna stampa e tv. Adesso tocca ai consumatori sostenere una delle gemme della frutticoltura emiliano romagnola, che tra diretto e indotto impiega ogni anno 15.000 addetti.
 
I grandi nemici della produzione 2023
Quest’anno il settore ha risentito negativamente di tre fattori legati più o meno direttamente ai cambiamenti climatici: a primavera le gelate tardive, da Reggio Emilia a Ravenna; in maggio, l’alluvione in Romagna, soprattutto nella zona di Ravenna ma anche nella provincia di Ferrara; la siccità e le grandinate a macchia di leopardo, durante l’estate. Fenomeni che hanno portato ulteriori conseguenze: insetti alieni come la cimice asiatica, che vengono da lontano e ben si adattano alle nostre condizioni; malattie fungine e batteriosi anch’esse alimentate da condizioni favorevoli e piante già debilitate.
 
Vediamo i dati.
UNAPera, la più grande associazione europea di pere, che riunisce oltre 5.000 aziende agricole su più 8.500 ettari, pari in media al 70% della produzione dell’Emilia Romagna, dispone quest’anno solamente di circa 30.000 tonnellate di prodotto per il consumo fresco, un terzo di quelle dello scorso anno. Se consideriamo che  l’Italia può contare per questa annata su circa 50.000 tons di prodotto per il mercato del fresco, a fronte di un potenziale di consumo più che doppio, ci possiamo rendere conto della drammaticità della situazione.
Il calo della produzione, soprattutto in Emilia Romagna, è un trend che in questi ultimi anni è andato consolidandosi, complice innanzitutto la riduzione degli ettari coltivati: dai 18.500 del 2017 si è passati agli attuali 12.000. Una flessione dettata dalle difficoltà tecniche legate a questa coltivazione, indotte in gran parte dalle avversità climatiche. Al di là delle calamità eccezionali, come l’alluvione di quest’anno, il pero è infatti una pianta che soffre in modo particolare l’innalzamento medio delle temperature, che spesso porta ad anticipi nel risveglio vegetativo, con effetti catastrofici se seguono gelate in fioritura o addirittura dopo la comparsa dei frutticini.
 
In calo anche la remunerazione dei pericoltori.
Nonostante gli sforzi di UNAPera, che lavorerà per liquidare ai pericoltori un valore medio-alto per unità di prodotto, sia per il fresco che per il prodotto destinato all’industria, il totale per ettaro sarà ovviamente poco più di un terzo rispetto al 2022, poiché risentirà del calo produttivo, per un totale che per l’associazione si attesterà su poco più di 30 milioni di euro, quasi il 70% in meno rispetto ai poco meno di 100 dello scorso anno. Una contrazione che ovviamente genera pesanti difficoltà per chi lavora nei campi e che potrebbe favorire l’abbandono della pericoltura.


L’impegno e gli strumenti concreti adottati dal Consorzio
Ma il Consorzio di Tutela della Pera dell’Emilia Romagna IGP, nonostante le difficoltà che affliggono il settore, continuerà nel progetto di rilancio, attraverso il nuovo claim di campagna: “Pera dell’Emilia Romagna IGP. Un’eccellenza da salvare”, protagonista da metà ottobre della campagna stampa su testate consumer trasversali e sui principali quotidiani nazionali. A questa operazione si affiancherà una campagna televisiva nazionale da metà novembre a inizio dicembre.
Un grande impegno per un prodotto che rientra tra i frutti preferiti dal 30% dei consumatori italiani, come emerge dalle ricerca su 3.000 responsabili acquisti realizzata da Agroter nel 2022, per una vera e propria “call to action” finalizzata a sensibilizzare i consumatori affinché, nonostante la concorrenza dall’estero, preferiscano il prodotto IGP: magari imperfetto sotto il profilo estetico, ma senza dubbio di qualità superiore grazie alle sue ineguagliabili caratteristiche organolettiche.

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