Le Tecniche di Evoluzione Assistita, “TEA”, fanno discutere, ma le organizzazioni professionali agricole italiane sono umani nel sostenerle. 
“Per difendere la biodiversità, la distintività e vincere la sfida climatica, l’Unione Europea non può perdere le opportunità offerte dalla nuova genetica green (TEA) che non ha nulla a che vedere con i vecchi Ogm transgenici che in Europa sono stati sconfitti grazie alle nostre battaglie”. 
Così il Presidente della Coldiretti Ettore Prandini appunto in riferimento al dibattito in Consiglio Europeo sul nuovo regolamento sulle TEA con la presidenza spagnola che ha preso atto dell’impossibilità di raggiungere un accordo su una posizione comune e continuerà a lavorare per avanzare nel compromesso per lasciare il dossier nelle mani della prossima presidenza, affidata al Belgio.“ 

Sul tema è intervenuto anche il Presidente di Confagricoltura Massimiliano Giansanti: “C’è bisogno di tecniche produttive all’avanguardia, per far crescere la sostenibilità ambientale del sistema agricolo. In quest’ottica, non è una buona notizia il mancato raggiungimento di un’intesa in seno al Consiglio Agricoltura UE sull’inquadramento delle nuove tecniche genomiche nell’ordinamento dell’Unione.
I problemi emersi non sembrano insolubili. Ringraziamo la delegazione italiana per il positivo contributo assicurato alla discussione”.

Le TEA sono una risorsa determinante per l’Italia per una nuova genetica ‘green’ che punta a tutelare la biodiversità della nostra agricoltura e, al contempo, migliorare l’efficienza del nostro modello produttivo attraverso, ad esempio, varietà più resistenti, con meno bisogno di agrofarmaci ed acqua, in un impegno di ricerca partecipata anche da ambientalisti e consumatori. In questo scenario il ruolo della ricerca pubblica è insostituibile. Si tratta di una grande sfida per far tornare gli agricoltori protagonisti della ricerca senza che i risultati finiscano nelle mani di poche realtà proprietarie dei brevetti” incalza Prandini nel sottolineare la necessità di “fronteggiare la sfida climatica, difendere e valorizzare il patrimonio di biodiversità agraria nazionale e la distintività delle nostre campagne, garantendo nuove possibilità di crescita e sviluppo a sostengo della sovranità agroalimentare del Paese.”

Va anche detto che ad avviso di Confagricoltura è ancora possibile raggiungere un accordo prima della fine della legislatura. “L’invito che rivolgiamo al Parlamento europeo e alla presidenza di turno belga, che sarà in carica dal 1° gennaio – segnala Giansanti –, è di mantenere il dossier delle tecniche genomiche in cima alla lista delle priorità, per evitare il rinvio delle decisioni alla fine dell’anno prossimo dopo le elezioni al Parlamento UE e l’insediamento della nuova Commissione”.
“Sarebbe difficile da comprendere un ritardo di quasi un anno per avviare la messa a disposizione delle imprese agricole di uno strumento innovativo, già utilizzato peraltro in alcuni dei grandi Paesi produttori nostri competitor, che consente di salvaguardare le produzioni, riducendo allo stesso tempo la pressione sulle risorse naturali”, conclude il presidente di Confagricoltura.

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