Come ormai di dominio pubblico la presidente UE Ursula Von der Leyen ha presentato ieri le proprio proposte che prevedono tagli importanti per la nuova PAC (2028-2034), la politica agricola europea. I commenti del mondo agricolo, non solo italiano, sono unanimamente contrari a questa proposta con toni che più che delusi
potremmo dire stizziti. Vediamoli velocemente.
I tagli di bilancio, la dissoluzione dei due pilastri, una perdita di comunità e il disimpegno della Commissione dalla sua storica politica agricola, possono essere interpretati come qualcosa di diverso da un messaggio di abbandono, indifferenza e mancanza di priorità strategica per l’agricoltura e le comunità rurali?  Così si esprimono attraverso un comunicato Copa-Cogeca ovvero i sindacati europei del mondo agricolo, il cui presidente è l’italiano Massimiliano Giansanti, anche a capo di Confagricoltura. Il quale in questa veste ha sostenuto: “Siamo di fronte a una vera e propria dichiarazione di guerra, ne prendiamo atto. Non siamo per nulla d’accordo con il presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen: l’agricoltura non sarà rafforzata se con il prossimo bilancio si taglia di 86 miliardi il budget relativo ai pagamenti diretti agli agricoltori. I 300 miliardi annunciati, rispetto ai 386 del periodo 2021/2027, non sono sufficienti per affrontare le emergenze e le sfide che il settore primario europeo sta vivendo”.
“Insieme alla dotazione insufficiente destinata all’agricoltura e alla pesca – spiega Raffaele Drei Presidente di Fedagripesca Confcooperative – è grave il segnale politico di abbandono che l’Europa ha dato al comparto agricolo che risulta ancora più preoccupante perché giunge in un contesto di grande instabilità, fortemente mutato rispetto solo a qualche anno fa, per via delle crescenti tensioni geopolitiche”.
“Un taglio del 20% delle risorse della Pac è un disastro annunciato”. A denunciarlo sono il presidente della Coldiretti Ettore Prandini e il segretario generale Vincenzo Gesmundo nel commentare la presentazione del nuovo Quadro finanziario pluriennale 2028-2034, che prevede la diminuzione delle risorse della Politica agricola comune, con l’accorpamento delle risorse per lo sviluppo rurale in un fondo unico. Una scelta contro la quale i giovani agricoltori della Coldiretti hanno dato vita a una protesta nel centro di Bruxelles e di Roma con cartelli e grandi striscioni raffiguranti la presidente della Commissione che gioca con le stelle simbolo dell’Unione e le scritte “Benvenuti a Vonderland” e “Questa non è Europa”.”
FederBio esprime una forte critica alla proposta di riforma della PAC per il periodo 2028-2034 presentata ieri dalla Commissione Europea, allineandosi pienamente alla posizione di IFOAM Organics Europe, la federazione europea del movimento del biologico. A suscitare grandi perplessità è la destinazione del bilancio esclusivamente al sostegno al reddito sotto forma di pagamenti a superficie, lasciando agli Stati membri il compito di finanziare le misure agroambientali. Quindi anche FederBio boccia la PAC: le sfide ambientali e di sicurezza alimentare richiedono una chiara destinazione dei fondi per ambiente, clima e benessere animale. 
Infine, per il Presidente di CIA-Agricoltori Cristiano Fini, “quanto presentato dimostra che la Commissione non è attenta al mondo dell’agricoltura, e non investire in agricoltura significa mettere in difficoltà le nostre produzioni e i cittadini, che non potranno più acquistare prodotti alimentari sicuri e di qualità”.

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