Trovato a Bruxelles l’accordo europeo sulla revisione della legge sul clima. L’UE quindi si presenterà alla ormai imminente Cop30 a Belèm (Brasile, 10-21 Novembre p.v.), con un preciso obiettivo di riduzione delle emissioni. Non è stato semplice, si è trattato fino a tarda notte, ma alla fine i ministri dell’Ambiente europei si sono accordati per una riduzione del -90% delle emissioni entro il 2040 con possibilità di utilizzo dei crediti internazionali includendo una serie di flessibilità, da più parti richieste.
Vediamo i contenuti. L’intesa prevede la possibilità di contabilizzare nel bilancio delle emissioni fino al 5% di crediti internazionali di carbonio extra Ue; un ulteriore 5% di crediti esteri potrà essere acquistato dai Paesi per coprire gli sforzi nazionali. È stato trovato anche un accordo per un “Contributo determinato a livello nazionale” (Ndc, Nationally Determined Contribution, come richiesto dalla Cop30 per il 2035). L’intesa prevede poi un taglio delle emissioni compreso tra il 66,25% e il 72,5% rispetto ai livelli del 1990.
Per il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica italiano Gilberto Pichetto Fratin si tratta di un “buon compromesso”, che riconosce le istanze presentate dal nostro Paese. “Come quelle, ha aggiunto, che riguardavano lo slittamento di un anno dell’Ets 2; per la prima volta, poi, vengono citati nella normativa i biofuel. Inoltre, si è aperto alla possibilità non solo di passare dal 3 al 5% dei crediti di carbonio internazionali, ma anche di inserire, in fase di revisione, un ulteriore 5% a valere su quelli che sono i crediti domestici”.
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