Nel 2024 l’acquacoltura italiana ha prodotto 51.000 tonnellate di pesce per un valore di 287,6 milioni di euro. Le principali specie allevate sono la trota, in prevalenza in impianti a terra, e le specie marine come orata e spigola. Nonostante questo, circa l’85% del pesce consumato in Italia proviene dall’estero. Il comparto italiano si distingue per standard elevati di sostenibilità, tracciabilità e controllo sanitario, ma necessita di condizioni strutturali e pianificatorie coerenti per favorire investimenti e sviluppo. Coltivare il mare e coltivare i fiumi significa investire in tecnologia, benessere animale e sostenibilità. Significa rafforzare un comparto che contribuisce alla produzione di proteine di qualità, nel rispetto dell’ambiente e delle regole sanitarie. L’acquacoltura quindi è agricoltura. E riguarda tanto il mare quanto i fiumi.
Certezza ribadita al convegno “Acquacoltura è agricoltura” svoltosi nell’ambito del Programma Nazionale Triennale della pesca e dell’acquacoltura 2025–2027 – progetto “Attività API (Ass.ne Piscicoltori Italiani) a favore dello sviluppo sostenibile dell’acquacoltura e della competitività delle imprese ittiche italiane”, Programma promosso dal MASAF.
Vediamo i punti essenziali:
- Benessere animale: priorità strutturale del comparto.
«Il benessere animale non è un adempimento. È una responsabilità ed una scelta strategica per l’intero comparto.» Così il Presidente dell’API Matteo Leonardi, che ha sottolineato che ciò vale sia negli impianti a mare che per quelli in acqua dolce.
Attenzione che si dovrà tradurre anche nell’adozione diffusa di tecnologie intelligenti e sistemi di gestione avanzata. Oltre l’80% degli impianti italiani – dalla troticoltura agli allevamenti di orata e spigola – sta progressivamente dotandosi di sensori di ultima generazione, monitoraggio ambientale continuo e strumenti di gestione digitale. Si parla sempre più di acquacoltura 4.0: controllo in tempo reale dei parametri dell’acqua, gestione dell’alimentazione, analisi dei dati e possibilità di intervento da remoto anche tramite smartphone. Trasformazioni che consentono di prevenire situazioni di stress nei pesci di allevamento, migliorare la stabilità delle produzioni e rafforzare la sostenibilità ambientale. - Ricerca scientifica e innovazione
Luca Bargelloni (Università di Padova) ha illustrato il contributo della genetica applicata al miglioramento delle specie ittiche allevate. La selezione orientata alla resilienza, alla salute e alla stabilità produttiva rappresenta un ulteriore tassello nella costruzione di un modello di acquacoltura più solido e sostenibile. Innovazione biologica e digitale convergono così in un sistema che integra conoscenza scientifica e gestione tecnologica avanzata. - Produzione nazionale e sfide di mercato
Il PNT 2025–2027 si configura come uno strumento essenziale per accompagnare il settore verso una maggiore competitività, sostenendo l’innovazione e valorizzando il ruolo dell’acquacoltura nella sicurezza alimentare nazionale.
