Oltre 60 mila modelli di macchine e attrezzature, prodotte da 1.800 industrie di 45 Paesi. Tecnologie italiane in primo piano per rispondere alle sfide dell’agricoltura e dell’ambiente. Ecco la cornice della 47ª EIMA International, la grande rassegna della meccanica agricola che si terrà alla fiera di Bologna dal 10 al 14 novembre prossimo.

L’esposizione, organizzata dalla Federazione italiana dei costruttori FederUnacoma (Confindustria) con la partecipazione ufficiale del MASAF, si annuncia estremamente importante per ampiezza merceologica, qualità dei contenuti e partecipata. 
I visitatori – segnala il DG di FederUnacoma Simona Rapastella – che nella scorsa edizione hanno raggiunto la quota record di 350 mila presenze, “sono attesi da 150 Paesi, a conferma della caratura internazionale della rassegna, che offre le novità di prodotto e le tecnologie più avanzate per ogni tipologia di mezzo: oltre 60 mila modelli, dalle trattrici alle mietitrebbiatrici, dalle macchine per i trattamenti alle attrezzature per la lavorazione del terreno, dai mezzi per il giardinaggio e la cura del verde sino alla robotica, ai sistemi digitali e a tutta la componentistica. Molto rilevanti –  sottolinea Simona Rapastella – anche i contenuti scientifici, culturali e politici, con la presenza, accanto ai 14 settori di specializzazione e ai 5 Saloni tematici, dei due Saloni Campus ed Extend, riservati alle Università, ai centri di ricerca, alle organizzazioni professionali e alle istituzioni, fra le quali un ruolo importante assume anche il CREA, con cui FederUnacoma ha sottoscritto un ampio accordo di cooperazione”.
La rassegna sarà l’occasione per monitorare il mercato di settore e l’andamento degli investimenti nelle tecnologie agricole, in una fase delicata dell’economia mondiale.
“La congiuntura attuale sta frenando il mercato, sottolinea Mariateresa Maschio Presidente di FederUnacoma, malgrado la domanda di innovazione tecnologica sia potenzialmente molto alta a livello mondiale. Che, ricorda, l’incremento dei costi di produzione grava sia sull’industria della meccanica sia sulle imprese agricole, che in molti casi non hanno margini per investire in nuove tecnologie. Infatti, nel corso dell’anno molti importanti mercati, da quello statunitense a quelli di Francia, Germania, Turchia e Brasile hanno registrato una flessione nelle vendite di trattrici, in buona parte per il calo dei redditi agricoli, legato oltre che ai maggiori costi di produzione al peggioramento delle condizioni climatiche. La strategia per affrontare questa fase – secondo la presidente Maschio – deve essere articolata, prevedendo l’accesso a nuovi mercati, vedi fra gli altri quelli dell’America Latina, del Sud Est asiatico e dell’Africa, strategie pubbliche di sostegno all’acquisto dei mezzi meccanici, e nuovi investimenti nella ricerca e nella formazione”.

Come Governo, ricorda il Ministro del MASAF Francesco Lollobrigida, “abbiamo investito quasi un miliardo di euro nella meccanizzazione agricola e rafforzato, insieme ad altri ministeri, strumenti come il fondo ISI per la sicurezza sul lavoro, triplicando le risorse disponibili”. 

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