“VAIA” NEL VENETO, ECCO I DANNI. PRIMA IL VENTO E ORA IL BOSTRICO…

“VAIA” NEL VENETO, ECCO I DANNI. PRIMA IL VENTO E ORA IL BOSTRICO…

L’evento Vaia ha prodotto gravi danni alle foreste, non solo nel Veneto ma anche in Lombardia e Friuli Venezia Giulia nonché nelle Province Autonome di Trento e Bolzano. Nella notte del 29 ottobre 2018 la “Tempesta perfetta” ha schiantato, nella Regione del Veneto, circa 20.000 ha di superficie boscata (una città come Verona…), pari al 4,9% della superficie forestale regionale (414.000 ha). Questi dati di superficie corrispondono ad una massa pari a circa 2,8 milioni di mc di schianti. Relativamente alla loro distribuzione sul territorio regionale, sia i dati di superficie danneggiata che quelli di massa schiantata evidenziano che i boschi della Provincia di Belluno hanno subito i 2/3 dei danni regionali, mentre le foreste della provincia di Vicenza hanno assorbito il rimanente 33% del dannoMolto materiale abbattuto è stato raccolto in questi anni.
La Regione Veneto riferisce che la massa schiantata non venduta, pari a circa un milione di metri cubi, si riferisce ad aree valanghive, nelle quali non è possibile intervenire se prima non vengono realizzate le opere paramassi e paravalanghe, e ad aree estremamente difficili da raggiungere, spesso di proprietà privata con mappali molto piccoli (polverizzazione della proprietà). In ogni caso si tratta, prosegue, di aree nelle quali la rimozione degli schianti non ha più alcun significato di prevenzione fitosanitaria e dove il materiale ha un prezzo di macchiatico ampiamente negativo a causa degli elevati costi di allestimento ed esbosco e del bassissimo prezzo degli assortimenti ritraibili.
La nota regionale evidenzia inoltre che in molti siti appartenenti a questa tipologia di aree la rinnovazione naturale delle specie colonizzatrici è già in fase di insediamento e affermazione; l’allontanamento degli schianti, quindi l’attività di recupero del legname a terra, in questa fase determinerebbe la distruzione delle piantine che si sono insediate a partire dalla primavera 2019. Va comunque rimarcata l’odierna situazione di sofferenza fitosanitaria – frutto degli attacchi di bostrico, un insetto “scolitide” che attacca le piante deboli o a terra -, su vasta scala dei boschi di abete rosso del Veneto consegue, almeno in parte, agli effetti a lungo termine della tempesta Vaia.
In tutti gli scenari forestali europei che hanno visto il passaggio di eventi simili alla Tempesta Vaia (Wiebke 1990, Lothar 1999, Paula 2008, Friederike 2008) i danni da bostrico successivi a quelli da vento sono stati importanti, con proporzioni variabili in funzione delle condizioni meteorologiche e stazionali delle aree colpite. Alcuni studiosi hanno registrato, in termini di metri cubi danneggiati, il danno da bostrico tra 0,5 e 5 volte il danno da vento. Quindi, che si verifichino importanti danni da bostrico (a dire il vero, come molti studiosi avevano previsto fin da subito…, NdR), è inevitabile dopo un evento così estremo come fu la Tempesta Vaia, conclude ora la Regione Veneto.

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