BIOLOGICO BENE MA…, FINO A DOMENICA A BOLOGNA IL 34° “SANA”

BIOLOGICO BENE MA…, FINO A DOMENICA A BOLOGNA IL 34° “SANA”

L’Italia è leader del bio, dove screscono superfici e imprese (+40% in 5 anni), ma per la situazione contingente e l’inflazione (+8,4%) le vendite sono in calo (-0,5%). C’è inoltre un ulteriore problema che però coinvolge tutto il settore primario, cioè gli oltre 3 miliardi di danni causati dall’ultima siccità. In questo quadro il biologico è un’opportunità: è quanto sta emergendo alla 34^ edizione del SANA 2022, a BolognaFiere fino a domenica, tornato dopo la pandemia ad essere uno dei punti di riferimento del sistema bio Italia.

Il nostro Paese vanta la più alta percentuale di superfici organiche sul totale, con oltre 2 milioni di ettari, il 16% rispetto al 10% di Spagna e Germania, al 9% della Francia. Ma soprattutto, il comparto cattura Co2 per eccellenza, vede l’Italia del bio crescere a ritmi importanti (superfici e imprese bio a +40% negli ultimi 5 anni) e tali da far prevedere il raggiungimento dei 3 milioni di ettari entro il 2030, centrando così il target del Green Deal Ue del 25% di superfici a bio, raggiunto già da Calabria, Sicilia, Toscana e Lazio.

Il mercato del biologico Made in Italy vale quasi 5 miliardi di euro; i comparti più forti sono l’ortofrutticolo che da solo fa il 46,1%, i vigneti (+9,2%) e noccioleti (+12,5%), grano duro (+5,9%) e tenero (+15,4%) con i seminativi a fare da soli il 45% della Sau (superficie agricola utilizzabile) bio, mentre si riduce, ma di poco, la superficie ad agrumi (fino a -17%) e restano stabili prati e pascoli (-0,8%). Tutti comunque compromessi dalle calamità, dalle tensioni per la guerra in Ucraina e per quella dei prezzi, criticità che fanno danni dal campo alla tavola e vanno svuotando il carrello anche del bio (vendite giù dello 0,5% nella Gdo in questo 2022).

Occorre quindi costruire una grande campagna che tuteli il biologico da quest’impasse inflazionistica, come ha rimarcato il presidente Fini di CIA-Agricoltori, e ne faccia il motore del cambiamento, puntando su qualità e ruolo del settore, e su uno sviluppo integrato che coinvolga nel territorio, associazioni, istituzioni e imprese.

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