In media una singola ape visita circa 7000 fiori al giorno e ci vogliono quattro milioni di esplorazioni floreali per produrre un chilogrammo di miele. Si stima poi in circa 50 miliardi le api presenti sul territorio nazionale, ma in difficoltà per gli effetti di un inverno bollente dopo un 2023 con il 14% di precipitazioni in meno ed una temperatura superiore di 1,14 gradi rispetto alla media storica del periodo 1991-2020. Infatti il “raccolto” di miele 2023 in Italia, secondo Coldiretti, è stato di circa 15 milioni di chili, fra i più poveri del decennio schiacciato dagli eventi estremi frutto della progressiva tropicalizzazione del clima.
Il ruolo delle api peraltro va ben oltre la produzione di miele. Tre colture alimentari su quattro (75%) dipendono in una certa misura per resa e qualità dall’impollinazione dalle api, tra cui le mele, le pere, le fragole, le ciliegie, i cocomeri ed i meloni.
La situazione delle api nostrane rappresenta dunque un indicatore dello stato di salute dell’ambiente ma anche un campanello d’allarme delle eventuali criticità e difficoltà dell’ambiente. Il caldo fuori stagione infatti ha favorito in tutte le piante anche le fioriture anticipate. E poi c’è il problema siccità. Ricordiamo che il Governo dovrebbe a breve nominare un Commissario per la siccità in Sicilia.
L’agricoltura italiana è l’attività economica che più di tutte le altre subisce quotidianamente le conseguenze dei cambiamenti climatici, ma è anche “il settore più impegnato per contrastarli” afferma Coldiretti, nel sottolineare che “i cambiamenti climatici impongono una nuova sfida di aggiornamento per le imprese agricole”. Un obiettivo che richiede un impegno delle Istituzioni per accompagnare innovazione dall’agricoltura 4.0 con droni, robot e satelliti fino alla nuova genetica green no ogm, le cosiddette TEA. Non solo, servono anche investimenti per la manutenzione, risparmio, recupero e regimazione delle acque con un sistema diffuso di piccoli invasi che possano raccogliere l’acqua in eccesso per poi distribuirla nel momento del bisogno”.

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