Continua la sempre più preoccupante invasione di insetti alieni, come la cimice asiatica e la pericolosa Popilia japonica. A questi si aggiunge ora una nuova minaccia, potenzialmente devastante anche per la vite: la Xylella fastidiosa. Come documentato dall’Efsa (Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare), questa malattia negli Stati Uniti ha distrutto oltre 35.000 ettari di vigneto in California, costringendo al trasferimento dell’intera produzione verso nord.
Secondo quanto riportato dal Ministero della Salute – Direzione Generale per l’Igiene e la sicurezza degli alimenti e la nutrizione, in Puglia è stata segnalata la presenza della sottospecie “fastidiosa” (oltre che sull’ulivo, distrutti ettari nel Salento e in cammino verso nord, ndr) anche su vite e mandorlo, la stessa che causa la terribile malattia di Pierce, una patologia vegetale che colpisce la vite con effetti esiziali. Il batterio Xylella fastidiosa blocca i vasi xilematici delle piante impedendo il flusso di acqua e nutrienti, provocando ingiallimento fogliare, disseccamento dei grappoli, morte dei germogli, e nell’arco di uno-cinque anni, la morte inevitabile della pianta.
Un pericolo già presente in Europa, segnala Valentino Montagner, direttore di Confagricoltura Padova: “È stato individuato a Maiorca e nel Portogallo, dove ha attaccato i vigneti, facendo temere quindi una rapida espansione nella viticoltura europea”. Ed allarma il fatto che i modelli epidemiologici e i cambiamenti climatici indicano che un aumento delle temperature può favorirne la diffusione anche in regioni come il Veneto, che attualmente sono al limite della zona di rischio. “Se questa malattia dovesse attaccare i nostri vigneti – continua -, sarebbe una catastrofe. Stiamo parlando di un patrimonio di oltre 100.000 ettari che dà lavoro a decine di migliaia di famiglie e produce vini che sono l’orgoglio del Made in Italy nel mondo”.
- Alternative?
“Le alternative proposte dall’Europa – risponde il direttore – sono, diciamo, poco praticabili. Le reti anti-insetto costano migliaia di euro per ettaro e soprattutto rendono difficile la gestione del frutteto; il controllo biologico funziona solo nei laboratori universitari, mentre nei campi reali la cimice asiatica banchetta indisturbata. È come andare in guerra con fionde contro i carri armati”. - A questo si aggiunge la recente comparsa della Popillia japonica in Veneto, un insetto alieno capace di distruggere interi raccolti. Questo coleottero, secondo la scheda tecnica della Regione Veneto, si alimenta su oltre 300 specie vegetali e fa impallidire la cimice asiatica per voracità e capacità distruttiva.
“Mentre i nostri agricoltori combattono ogni giorno con nemici sempre nuovi, l’Europa toglie loro le armi senza offrire alternative praticabili – sottolinea Montagner -. In Lombardia e Piemonte ha già causato danni irreparabili. Va fermato subito! Solo con un attento monitoraggio e presidio del territorio da parte del servizio fitosanitario regionale questi fenomeni si possono prevenire. Servono uomini e mezzi sul campo, non convegni in sala climatizzata”, conclude…
