Kiwi 2025? Grazie alle piogge abbondanti dell’annata è attesa una produzione con qualità molto buona (almeno per ora, la raccolta inizierà ad ottobre). Nel veronese ad esempio, storico polo produttivo, segnalano che “i frutti presentano un’ottima pezzatura e un’elevata qualità. Qualcosa abbiamo perso per le tempeste estive, speriamo che d’ora in poi il meteo sia più clemente”, dice Francesca Aldegheri, presidente dei frutticoltori di Confagricoltura Verona. Il kiwi, va ricordato, negli ultimi anni ha incontrato parecchie difficoltà, dalle gelate primaverili alla moria delle piante.
Ma oltre al meteo i produttori hanno ora nuove chances per produrre ed indurre al consumo. Infatti, come sottolinea l’Assessore all’agricoltura veneto, Federico Caner, il kiwi è sano e buonissimo, aiuta a prevenire le malattie cardiovascolari con effetti positivi anche – ecco la novità -, per la salute mentale. Lo ha rilevato uno studio scientifico condotto dall’Università di Verona e finanziato dalla Regione del Veneto, che ha individuato nel frutto verde l’acido chinico, un metabolita naturalmente presente nel frutto e capace di esercitare effetti benefici sull’attività cerebrale con una potenziale azione antidepressiva. I ricercatori hanno rilevato l’inaspettata e sorprendente presenza di quantità considerevoli di sostanze potenzialmente psicoattive, quali triptamina e serotonina. La Regione poi ha sostenuto una seconda ricerca sempre con l’Ateneo scaligero, che ha valutato l’attività antidepressiva del kiwi ed identificato i fitocomposti bioattivi del frutto responsabili di tale effetto. I lavori hanno portato all’identificazione dell’acido chinico, una sostanza comune nei frutti ma eccezionalmente abbondante proprio nel kiwi, quale metabolita capace di raggiungere rapidamente il cervello esercitando un effetto antidepressivo in sinergia con altri metaboliti del frutto che agiscono come co-fattori, aumentando così i livelli di questa molecola sia nel sangue che nel cervello e confermando la sua capacità di attraversare la barriera emato-encefalica.
I risultati di questa ricerca sono stati brevettati, ed ora, in aggiunta alla possibilità di utilizzare una dieta ricca di frutti e di kiwi per coadiuvare le terapie antidepressive, si può anche pensare allo sviluppo di specifici integratori alimentari basati su kiwi ed acido chinico.
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