Attualmente, si stima che il 13,2% del cibo, pari a 1,25 miliardi di tonnellate, venga perso dopo il raccolto e prima di raggiungere la vendita al dettaglio. Inoltre, nel 2022, oltre 1 miliardo di tonnellate (19%) di cibo è stato sprecato nelle famiglie, nei servizi di ristorazione e nella vendita al dettaglio. Allo stesso tempo, si stima che l’8,2% della popolazione mondiale, ovvero circa 673 milioni di persone, abbia sofferto la fame nel 2024 e 2,6 miliardi di persone non potessero permettersi una dieta sana. La riduzione delle perdite e degli sprechi alimentari genera numerosi benefici socioeconomici e ambientali e chiede investimenti mirati lungo tutta la filiera agroalimentare.
“Adottando misure per prevenire e ridurre le perdite e gli sprechi alimentari, possiamo ottenere una triplice vittoria: migliorare la sicurezza alimentare e la nutrizione, fornire benefici economici ai produttori primari, alle aziende e ai consumatori e ridurre l’impatto ambientale e climatico, proteggendo al contempo la biodiversità e riducendo l’inquinamento”.
È quanto ha affermato QU Dongyu, Direttore Generale della FAO, in occasione della Giornata internazionale di consapevolezza sulle perdite e gli sprechi alimentari 2025, che si celebra il 29 settembre.
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