Sarà nei cinema da lunedì prossimo 2 Marzo. Il grave terremoto che colpì il Friuli nel 1976, ancora vivo nell’immaginario collettivo, ha saputo essere da esempio, in Italia e all’estero. A cinquant’anni dal sisma, quel territorio martoriato emerge come un esempio di gestione sostenibile delle catastrofi naturali, richiamando la necessità di attenzione e precauzione.

  • Ma chi è Orcolat, il nome che dà il titolo a questo film?
    Come spesso accade nelle letture antropologiche, è una creatura mitologica, è la causa intangibile, ma presente, associata qui ai terremoti locali, frequenti da sempre a causa dell’incontro tra due faglie. Il racconto intreccia mito e realtà, incrociando le teorie sismiche con la leggenda dell’Orcolat. Ma è più profondamente un viaggio nella memoria del Friuli, dove il terremoto del 1976 non fu solo un evento storico, rimanendo ancora una ferita viva nel paesaggio e nelle coscienze. Narrato dalla voce inconfondibile di Bruno Pizzul, Orcolat è un racconto corale che intreccia memoria, identità e rinascita del Friuli a mezzo secolo dal terremoto.
  • Testimoni
    Attraverso le testimonianze di artisti, sportivi, scrittori e studiosi — tra cui Dino Zoff, Manuela Di Centa, Fabio Capello, Paolo Rumiz, Ester Kinsky, Davide Toffolo, Tullio Avoledo e molti altri — il film restituisce un mosaico emotivo e collettivo di quel momento storico che ha segnato in modo indelebile il territorio e la sua gente. Il racconto procede anche attraverso testimonianze a caldo della popolazione locale, offrendo una varietà di prospettive sulla tragedia e sulla ricostruzione. Lontano da ogni retorica, Orcolat esplora non solo la forza e la solidarietà della ricostruzione, ma anche le sue contraddizioni e le ombre dei primi interventi di soccorso.
  • Bruno Pizzul, Elisa,…
    La scelta di affidare la narrazione a Bruno Pizzul è stata centrale. Lui non è solo un narratore, ma un testimone del tempo, una voce che attraversa il film con una distanza sobria e profonda, capace di evocare ciò che non c’è più e, allo stesso tempo, restituire il peso della consapevolezza maturata negli anni. Con le musiche di Tre Allegri Ragazzi Morti ed Elisa, il film diventa un viaggio nella memoria e nella resilienza di un popolo capace di rinascere, trasformando il dolore in energia vitale e patrimonio condiviso.
    Una ultima interessante notazione, la produzione di Orcolat ha seguito i protocolli “Green Film”, ovvero pratiche sostenibili mirate a ridurre l’impatto ambientale in ogni fase del lavoro.
    TABELLINO DI “ORCOLAT”, DAL 2 MARZO 2026 AL CINEMA
  • Scritto e diretto da Federico Savonitto
  • Narrato da Bruno Pizzul
  • Una produzione: Kublai Film con Rai Cinema
  • Prodotto da: Lucio Scarpa e Marco Caberlotto
  • con il contributo di: Friuli Venezia Giulia Film Commission – PromoTurismoFVG
  • con il sostegno del: Fondo per l’Audiovisivo del Friuli Venezia Giulia
  • con la collaborazione di: ARLeF
  • Fotografia: Debora Vrizzi
  • Montaggio: Elia Risato
  • Musiche: Lorenzo Commisso – Tre Allegri Ragazzi Morti – Elisa (Toffoli)
  • Prodotto da: Kublai Film
Share:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *