L’enoturismo, se mai ne avesse avuto bisogno, si conferma vera leva di sviluppo per i settori agricolo e turistico, e quindi per le imprese vinicole. Nel 2025 questo attrattore irresistibile, ha generato 3,1 miliardi di euro contribuendo in media al 21% del fatturato aziendale. Un dato riferito in questi giorni dall’Osservatorio Nazionale del Turismo del vino, che convalida il ruolo sempre più strategico delle esperienze in cantina.
In uno scenario di mercato dominato dall’incertezza, quello che sembra andare in controtendenza sono gli arrivi di turisti stranieri e tra i beneficiari di questo flusso ci sono appunto le cantine, in particolare quelle delle principali denominazioni (come la Valpolicella, Montalcino, Barolo, Franciacorta, la Valdobbiadene).
Un esempio interessante quello del Veneto che – al netto di Venezia -, ha visto una crescita degli arrivi dell’8,3%; di questi, quelli relativi all’area di Valdobbiadene, ovvero quello delle colline eroiche della DOCG Prosecco Superiore patrimonio UNESCO, sono aumentati di ben il 26,5%, con punte fino al 36% nel caso degli stranieri.
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