Con il via libera definitivo della plenaria del Parlamento Ue al regolamento sulle Nuove Tecniche Genomiche (NGT o TEA, Tecniche di Evoluzione Assistita), si conclude il lungo percorso legislativo avviato nel 2023, aprendo la strada all’utilizzo di strumenti che il mondo agricolo, per la maggior parte, reputa fondamentali per rendere le produzioni agricole più resilienti, sostenibili e competitive.
Questa è la notizia che vi riportiamo tempestivamente.
Vediamo di seguito le reazioni dei protagonisti, partendo dal Presidente di CIA-Agricoltori Cristiano Fini: “Dopo anni di attesa, l’agricoltura europea compie un passo avanti verso l’innovazione. Fin da subito abbiamo sostenuto la necessità di dotare l’Europa di un quadro normativo moderno ed equilibrato in materia. Ciò per affrontare le sfide dei cambiamenti climatici e delle fitopatie, che già oggi determinano variazioni delle rese comprese tra il 20% e il 49%.
Soddisfatto anche il Ministro MASAF Francesco Lollobrigida: “Oggi, dopo anni di dibattito, l’Europa ha seguito la scelta italiana di puntare sull’innovazione e la ricerca, strumenti indispensabili per garantire la competitività, la sostenibilità e la sicurezza alimentare. Le Tecniche di Evoluzione Assistita permetteranno ai nostri agricoltori di disporre di varietà più resistenti alle fitopatie e ai cambiamenti climatici e in grado di assicurare stabilità produttiva”.
 
Coldiretti precisa che: “L’obiettivo è ora quello di mettere le TEA rapidamente a disposizione delle imprese per continuare a produrre qualità, salvaguardando al tempo stesso territorio, reddito agricolo e competitività. Le nuove tecniche genomiche non hanno nulla a che fare con i vecchi Ogm transgenici, ma permettono di riprodurre in modo mirato i meccanismi della selezione naturale per rispondere alle crescenti sfide ambientali e produttive. Non si tratta di nuove specie, ma di un’evoluzione delle varietà esistenti, in grado di sviluppare una maggiore resistenza allo stress idrico e alle principali fitopatie, come l’oidio, con benefici anche sul fronte della riduzione degli agrofarmaci”.
Secondo Confagricoltura, il testo finale recepisce diversi elementi che la Confederazione ha sostenuto nel corso del confronto istituzionale europeo.In primo luogo, viene riconosciuta la specificità delle piante NGT-1, considerate equivalenti alle varietà ottenute con tecniche convenzionali. Per queste varietà non viene introdotto alcun obbligo di etichettatura degli alimenti derivati, evitando oneri sproporzionati e possibili effetti distorsivi sul mercato.
Contraria e preoccupata invece Maria Grazia Mammuccini, Presidente FederBio, la quale sottolinea che “equiparare la maggior parte delle varietà ottenute tramite NGT/TEA alle piante convenzionali senza prevedere norme chiare ed efficaci per la separazione delle filiere, rischia di rendere impossibile per gli agricoltori biologici garantire l’assenza di nuovi OGM nei propri processi produttivi, mettendo in discussione uno dei principi fondanti del biologico e causando danni economici, agricoli e ambientali potenzialmente irreversibili”.

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