ACETO BALSAMICO: LA SLOVENIA “DRIBBLA” LA TUTELA DELLE DOP E IGP

ACETO BALSAMICO: LA SLOVENIA “DRIBBLA” LA TUTELA DELLE DOP E IGP

L’Aceto Balsamico di Modena è di nuovo sotto attacco e con esso il sistema delle DOP e delle IGP italiane. Il Governo sloveno ha notificato alla Commissione Europea una norma tecnica nazionale in materia di produzione e commercializzazione degli Aceti che, oltre a porsi in netto contrasto con gli standard comunitari e con il principio di armonizzazione del diritto europeo, cerca di trasformare la denominazione “aceto balsamico” in uno standard di prodotto.  La nuova norma slovena è in fase di valutazione presso la Commissione Europea. È una attacco diretto al sistema agroalimentare di qualità europeo e al diritto dei consumatori, accusano dal Consorzio di Tutela dell’Aceto Balsamico di Modena e dal Consorzio di Tutela Aceto Balsamico Tradizionale di Modena; ma anche, ricordano, ad un’informazione corretta e trasparente ed una concorrenza leale verso gli operatori commerciali. “Ci troviamo – commenta il Presidente del Consorzio di Tutela dell’Aceto Balsamico di Modena IGP Mariangela Grosoli – nuovamente di fronte ad una situazione che rischia di danneggiare non solo il nostro comparto ma tutto il sistema delle DOP e delle IGP italiane. Sarà fondamentale, anche stavolta, fare leva sulla collaborazione delle Istituzioni: il Ministero Politiche Agricole, ed in particolare la Direzione Qualità, che ringrazio per il prezioso sostegno nella tutela del nostro settore, già direttamente coinvolta e al lavoro sul dossier”. In questa logica immediato sostegno è arrivato dall’associazione di riferimento dei Consorzi di Tutela, OriGIn Italia. Ma il tempo non è molto perché l’atto di opposizione dovrà essere notificato, dal nostro Ministero, in Commissione entro il 3 marzo prossimo e la preoccupazione dei Consorzi cresce: “Chiediamo al Governo che formalizzi al più presto l’atto di opposizione,  afferma il Presidente del Consorzio di Tutela dell’Aceto Balsamico Tradizionale di Modena Enrico Corsini ”. L’il’iniziativa slovena rischia anche di andare a ingrossare il mercato internazionale del falso made in Italy che, ricorda Coldiretti, fattura già oltre 100 miliardi di euro miliardi di euro utilizzando impropriamente parole, colori, località, immagini, denominazioni e ricette che, secondo un’analisi Coldiretti e Filiera Italia, si richiamano all’Italia per prodotti taroccati che non hanno nulla a che fare con la realtà nazionale.

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