Una piccola quercia, giovane virgulto nato dalle radici della “Grande Rovra” e popolarmente conosciuta come “La Quercia di Dante”, è stata messa a dimora nell’area dove, sino alla notte tra il 24 e il 25 giugno 2013, svettava la sua maestosa antenata, che purtroppo collassò dopo un violento temporale. La nuova quercia tramanderà, di generazione in generazione, la storia del Poeta, del quale festeggiamo il 7° centenario della morte che, perdendosi in questo che era un fitto bosco, smarrì la via. E che, arrampicandosi sull’albero riuscì a ritrovarla. Se dovesse vivere quanto la “Grande Rovra” arriverà a vigilare su un mondo difficile da immaginare. Come del resto è accaduto per la Quercia di Dante: nata in una intricata foresta e in una terra d’acque percorsa da pochi coraggiosi che sfidavano la malaria, e morta nel vuoto di campi piallati e seminati, sorvolata e assediata da strane scatole di metallo, infinitamente più veloci e rumorose del “cavallo di San Francesco” che era il mezzo di locomozione dei suoi tempi. Al vicino Centro Visite di San Basilio la Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo offre ai visitatori l’opportunità di conoscere meglio la storia della Quercia di Dante. Fondazione ha, a questo fine, acquistato la grande opera di Brigitte Brand che illustra il connubio tra Dante e la Grande Quercia. La tela sarà infatti esposta in San Basilio. San Basilio avrà anche a disposizione le immagini della campagna fotografica realizzata da Aldo Pavan, fotografo che lavora per riviste turistiche come “Qui Touring” o “Bell’Italia”, per illustrare ai visitatori l’ambiente di quel braccio del Po, e i punti di interesse che, a piedi o noleggiando in loco una bicicletta, il turista è invitato a raggiungere.

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