SYRAH, VINO DI CLEOPATRA, SINTESI TRA ORIENTE E TERRITORI

Ci sono dei vini che riescono a sintetizzare un territorio, una storia, un’emozione. Questo vale anche per alcuni vitigni, sicuramente per il Syrah, uno dei così detti vitigni nobili internazionali che, come lo Chardonnay, il Merlot e il Pinot Nero, riescono ad esprimersi con eccellenza, in diverse parti del mondo. Diverse sono le ipotesi riguardanti le sue origini, dalla antica città della Persia, Shiraz, fino all’Egitto ai tempi di Cleopatra. Anche l’Italia viene nominata come patria di origine, precisamente la Sicilia. Essendo quindi la sua una storia millenaria, è difficile avere la certezza delle sue origini primordiali. Una leggenda, ricorda Wikipedia, narra che derivi invece da Syracousai (Siracusa), quando l’allora imperatore romano Marco Aurelio Probo (III secolo), legato ai territori della Siria (provincia romana) e del rilancio della coltivazione della vite, volle importare dei vitigni locali direttamente dall’Egitto (si narra che fosse il vino preferito da Cleopatra) fino alle Gallie; ma il vitigno fu invece piantato lungo il tragitto, appunto presso la città siciliana. Un’ultima ipotesi, più tardiva, lo dà nella Francia meridionale del XIII secolo, nella zona del Tain-l’Hermitage (Rodano-Alpi), ma pur sempre importato dal Vicino Oriente antico ad opera dei Crociati e, in particolare, del cavaliere templare Henri Gaspard de Sterinberg. Sicuramente, il vitigno si diffuse considerevolmente a partire dal Medioevo, ed usato spesso per il taglio e gli uvaggi di molti vini rossi di Francia, Italia, Grecia, Spagna. Successivamente fu esportato anche in altre parti del mondo, soprattutto in Australia, Sudafrica, California. Dall’Italia alla Francia, dalla California all’Australia, dal Libano al Sud Africa: sono quindi molti i territori più conosciuti per la coltivazione di queste uve che producono un vino che riesce a dare emozioni nella degustazione, ricco di personalità, caldo e avvolgente. Nel calice i suoi sentori tipici della frutta a bacca nera si intrecciano con intense note speziate, specialmente di pepe nero, tipiche del vitigno. Un calice di Syrah riesce perciò a racchiudere millenni di storia, avvolti da un grande fascino e da un intrigante orientale alone di mistero.

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