I paesi del Mediterraneo stanno affrontando un’altra estate di caldo estremo. Agricoltura, manifatturiero ed edilizia sono tra i settori che pagano il prezzo più alto. Se nel futuro le cose dovessero peggiorare, siccità prolungate eroderebbero per anni PIL, investimenti e occupazione e i danni raddoppierebbero con l’aumentare delle temperature, soprattutto nell’Europa meridionale. Ad esempio, la siccità europea del periodo 2015-18 è già costata circa 439 miliardi di euro. 
Sono i risultati di una ricerca guidata dai ricercatori della Fondazione CMCC e del Politecnico di Milano che ha analizzato i costi economici dell’esposizione prolungata a periodi siccitosi. Il paper dal titolo “Multi-Year Droughts and Their Compounding Economic Impacts in Europe”, quantifica l’impatto della siccità prolungata sull’economia europea e avverte che i costi cresceranno rapidamente con il riscaldamento del pianeta. 
Nel corso di un’estate in cui le ondate di calore ripetute riportano al centro dell’attenzione la scarsità d’acqua e il rischio siccità nelle regioni del Mediterraneo, lo studio ricorda che le stime ufficiali dei danni da eventi estremi (738 miliardi di euro nel periodo 1980/2023, con 208 miliardi solo nel quadriennio 2021-24) sottostimano in modo sostanziale il costo economico reale della siccità se non prendono in considerazione anche gli anni successivi all’evento meteoclimatico.
I dati
La siccità impone quindi costi per un lungo periodo, ben oltre la sua durata. Un singolo evento siccitoso influisce immediatamente sul PIL pro capite, ma le perdite maggiori si accumulano nei sei anni successivi, arrivando a circa 1 punto percentuale di crescita cumulata perduta: una cifra assai maggiore dell’impatto del primo anno. 
La siccità del 2015–2018 è già costata all’Europa una cifra stimata intorno ai 439 miliardi di euro. Si è trattato di un evento pluriennale — tra i più severi degli ultimi secoli — che ha ridotto la crescita del PIL per abitante di 2,72 punti percentuali in UE-27 e Regno Unito, ha prodotto un calo degli investimenti di oltre il 12% ed è associato a circa 5,8 milioni di posti di lavoro in meno.
La stessa siccità costerebbe quasi il doppio in un mondo più caldo: 5,21 punti percentuali di PIL, circa 760 miliardi di euro e circa 10,8 milioni di posti di lavoro coinvolti. Queste le stime di un evento simile a quello 2015-2018 in uno scenario che prefigura la temperatura media del pianeta a +2°C rispetto alla fine dell’Ottocento. 
Per quanto riguarda l’Italia, l’evento siccitoso del 2015-2018 è associato a una perdita di 1,45 punti percentuali di crescita del PIL per abitante (circa 24,3 miliardi di euro) e a 330.000 posti di lavoro in meno. In un mondo con 2 °C di riscaldamento le perdite salirebbero a 3,99 punti percentuali (circa 74 miliardi di euro) e a circa 960.000 posti di lavoro.

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