Ogni anno la Chiesa celebra l’1 Settembre la Giornata mondiale di preghiera per la cura del Creato (2026, XI^), che apre un periodo dedicato alla riflessione sull’ambiente e sulla responsabilità verso la natura. Una giornata dal forte valore culturale, ecologico e spirituale, che unisce diverse comunità cristiane attorno al tema della custodia del pianeta.
Pur avendo origine religiosa, il suo messaggio ha una portata più ampia: invita a riflettere sul rapporto tra l’essere umano e l’ambiente, sull’uso responsabile delle risorse e sulla necessità di proteggere gli ecosistemi.
Fu istituita da Papa Francesco nel 2015, riprendendo un’iniziativa che il Patriarcato ecumenico di Costantinopoli. Ed infatti la scelta della data non è casuale perché coincide proprio con il giorno in cui la Chiesa ortodossa dedica attenzione al tema del Creato.
La Laudato Si’ 
È facile intuire che l’istituzione della Giornata è anche strettamente collegata alla famosa importante enciclica “Laudato Si’”, pubblicata proprio nel 2015, dedicata alla cura della «casa comune», il nostro pianeta. Il testo affronta temi, in una visione globale e spirituale, come l’inquinamento, il cambiamento climatico, la perdita di biodiversità e le disuguaglianze legate all’uso delle risorse. La Terra è la casa condivisa da tutti gli esseri viventi. Prendersene cura non riguarda soltanto la natura in sé, ma comporta essere coerenti anche nei comportamenti sociali; tema fondamentale, la giustizia tra le persone: chi subisce di più i danni ambientali è colui che ha meno mezzi per difendersi. Gli ultimi del mondo, le sue periferie, i poveri, gli “scartati”.
Il cambiamento climatico, la scarsità d’ acqua, la deforestazione e la perdita di specie animali e vegetali, per fare qualche esempio, sono sfide che riguardano tutti e colpiscono soprattutto gli “ultimi”.
Pur nascendo in un contesto religioso, la Giornata mondiale per la cura del Creato parla a chiunque abbia a cuore il futuro del pianeta. Il suo invito alla responsabilità e al rispetto della natura è un valore condiviso che supera le appartenenze e riguarda l’intera comunità umana.
Uno degli aspetti più significativi di questa giornata è il suo carattere ecumenico, cioè condiviso da diverse confessioni cristiane. Cattolici, ortodossi, anglicani e protestanti la celebrano insieme, riconoscendo nella cura dell’ambiente un terreno comune.
Il messaggio di Leone XIV
Nel messaggio che Leone XIV ha diffuso lo scorso 15 Agosto per sottolineare i tempi della Chiesa cattolica per questa ricorrenza, il Papa ha particolarmente battuto sul rapporto Ecologia-Pace: «Siamo testimoni, oggi, di varie crisi e di tanta sofferenza umana. Al tempo stesso, sembra che si stia accelerando la distruzione dell’equilibrio armonioso della creazione… La guerra produce ferite che vanno ben oltre il campo di battaglia. Miete vittime, lacera famiglie e costringe milioni di persone a lasciare le proprie case, alimentando paura, ingiustizia e divisione (GS. 77-82); lascia dietro di sé una distruzione sociale ed ecologica che dura per generazioni… L’interazione tra conflitti armati e degrado ambientale, inoltre, crea spesso un circolo vizioso che distrugge gli ecosistemi, contamina risorse essenziali come l’aria e l’acqua e mina la sicurezza alimentare. Il che alimenta povertà, disuguaglianza e nuove tensioni sociali, che possono contribuire, a loro volta, all’insorgere di ulteriori conflitti… Quando il cuore è traviato, le relazioni ne soffrono e le strutture che costruiamo cominciano a riflettere tale disordine… Per costruire una società pacifica, non dobbiamo solo riformare le strutture, ma anche rinnovare i nostri cuori. Le cause più radicali di conflitto e lo sfruttamento del creato sono conseguenze di una crisi etica e culturale che include la perdita del senso del limite, il desiderio di dominio, la ricerca di profitto immediato e l’incapacità di riconoscere la dignità che Dio ha donato a ogni persona umana… La pace, quindi, comincia nel cuore e si riflette all’esterno nelle nostre relazioni, nelle comunità e più ampiamente nel mondo… I veri strumenti per costruire la pace non sono le armi di distruzione, ma piuttosto la verità, il dialogo, la pazienza, la bontà, la giustizia, la misericordia, la comprensione, la cura e l’amore…»

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