CLIMA, ITALIA, ABBONDANZA D’AQUA, MA FINO A QUANDO?

CLIMA, ITALIA, ABBONDANZA D’AQUA, MA FINO A QUANDO?

La situazione Regione per Regione

L’Italia ha abbondanza di acqua, ma paga i cambiamenti climatici. Ma per ora la situazione è soddisfacente.  Una condizione che fa ben sperare per i mesi più caldi, ma suggerisce qualche preoccupazione per la tenuta della rete idraulica di fronte agli apporti idrici che potrebbero derivare dal prossimo innalzamento delle temperature.  Un paradosso ben rappresentato dai fiumi appenninici Taro e Trebbia in Emilia Romagna con flussi abbondanti nel piacentino e nel parmense mentre i fiumi centro-orientali (Savio, Reno, Secchia) sono sotto media mensile, seppur con livelli superiori  allo scorso anno. Al Sud quest’anno va un po’ meglio: i bacini della Basilicata hanno ricominciato a crescere (+177 milioni di metri cubi sul 2020), mentre quelli pugliesi registrano, in una settimana, +28 milioni di metri cubi, raggiungendo +105 milioni rispetto a 12 mesi fa. Permane confortante, segnala l’ANBI, l’associazione nazionale dei Consorzi di bonifica, la situazione idrica della Calabria, e la Sardegna segna 100 milioni di metri cubi in più negli invasi isolani rispetto al 2020. I principali fiumi della Campania (Sele, Volturno, Liri-Garigliano) restano superiori alla media del recente quadriennio, seppur le portate siano in discesa  a causa dell’ondata di freddo che ha fermato le precipitazioni in montagna, consentendo alle piene di defluire; stabili i volumi del lago di Conza della Campania e degli invasi del Cilento. L’andamento è confermato da fiumi (Tevere, Sacco) e laghi del Lazio (Bracciano, Nemi), tutti in crescita così come i corsi d’acqua (Esino, Tronto, Potenza, Sentino) nella Marche. Diverso l’andamento fluviale in Toscana, dove Arno, Sieve ed Ombrone sono sotto media a differenza del Serchio.  Risalendo l’Italia, buona la situazione delle portate del fiume Po (superiori ai livelli dello scorso anno e con un +22% sulle medie di lungo periodo), così come quella dei fiumi veneti (Adige, Bacchiglione, Piave, Livenza, Brenta) al top del recente quinquennio. C’è leggero aumento del quantitativo di neve su tutto l’arco alpino ed anche sull’Appennino; gli accumuli nevosi rimangono stabilmente attorno ai valori massimi di periodo. Buona anche la condizione del fiume Adda in Lombardia, mentre sono in calo i principali  fiumi piemontesi (Maira, Tanaro, Sesia, Pesio, Stura di Lanzo); emblematica è la situazione della Dora Baltea che, ad una performance eccezionale in Valle d’Aosta (portata: 38,7 milioni di metri cubi contro una media di 3!) contrappone un andamento piemontese che, con 27,4 milioni di metri cubi, è inferiore anche allo scorso anno. Soddisfacente, infine, anche la condizione dei grandi laghi del Nord (complessivamente +16%  sui livelli del periodo) con Lario ed Iseo addirittura al doppio della media storica.  

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