CINGHIALI, CORTE COSTITUZIONALE, SI AGLI AGRICOLTORI PER LA CACCIA DI SELEZIONE

CINGHIALI, CORTE COSTITUZIONALE, SI AGLI AGRICOLTORI PER LA CACCIA DI SELEZIONE

Anche agli agricoltori provvisti di tesserino di caccia, altri cacciatori abilitati, guardie venatorie e ambientali volontarie, guardie giurate – a patto che siano appositamente formati -, possono prendere parte alle operazioni di riduzione del numero degli animali selvatici. Lo afferma la storica recente sentenza della Corte Costituzionale che giunge proprio quando, se parliamo di cinghiali, si sono moltiplicati in Italia raggiungendo i 2 milioni di esemplari ormai “di casa” in città e campagne, mettendo anche talvolta a rischio la sicurezza delle persone. La proliferazione senza freni dei cinghiali sta compromettendo l’equilibrio ambientale di vasti ecosistemi territoriali anche in aree di elevato pregio naturalistico. Oltre 6 italiani su 10 (62%) – secondo una indagine Coldiretti/Ixè – hanno paura dei cinghiali. E più di 8 italiani su 10 (81%) pensano che l’emergenza cinghiali vada affrontata con il ricorso agli abbattimenti incaricando personale specializzato per ridurne il numero. Quindi, come ricorda la Coldiretti, la suprema Corte nel pronunciarsi sul ricorso al Tar della Toscana di alcune associazioni ambientaliste, ha riconosciuto che l’aumento dei cinghiali e la riduzione del personale incaricato di controllarli ha aumentato il rischio di danni alle coltivazioni agricole ma anche alla stessa sicurezza dei cittadini, visto l’aumento degli incidenti stradali causati dai selvatici. Da qui la decisione di procedere a un epocale cambio di direzione rispetto all’orientamento seguito negli ultimi quindici anni che aveva portato a bocciare i provvedimenti assunti dalle varie Regioni che avevano aperto alla possibilità di ampliare l’elenco tassativo dei soggetti incaricati della caccia di selezione previsto dalla legge quadro. I cinghiali, si ricorda, hanno pochi antagonisti naturali, possono raggiungere i 180 centimetri di lunghezza e sfiorare i due quintali di peso; hanno zanne molto pericolose che in alcuni casi arrivano fino a 30 centimetri, usate anche come strumenti di devastazione su campi coltivati e raccolti.

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