La Carbonara, narra la leggenda…, sarebbe nata verso la fine della seconda guerra mondiale  dall’incontro fra la pasta italiana e gli ingredienti della “Razione K” dei soldati americani (tuorlo d’uovo in polvere e bacon); per altri va attribuita ai carbonai appenninici (carbonari in romanesco), che lo preparavano usando ingredienti di facile reperibilità e conservazione.; in questo caso, sarebbe l’evoluzione del piatto detto “cacio e ova”, di origini laziali e abruzzesi. Rimane che il 6 Aprile è il Carbonara Day. Ideato cinque anni fa dall’Unione Italiana Food, e supportato da IPO – International Pasta Organisation, è ormai un appuntamento imperdibile per tutti gli amanti della pasta. Inoltre quest’anno il Carbonara Day sancisce il successo della pasta sulle tavole degli italiani dove gli acquisti sono balzati del 10% nell’anno del Covid. Un successo che ha varcato i confini, con la pasta che ha fatto segnare il record storico delle esportazioni per un valore superiore a 3,1 miliardi nel 2020 grazie ad un balzo del 16% secondo la Coldiretti. Il Carbonara Day ha raggiunto in 5 anni una platea potenziale di oltre 1 miliardo di persone. Ad oggi oltre 1,4 milioni sono i contenuti su Instagram dell’hashtag #Carbonara.  Una crescita che ha favorito purtroppo anche la moltiplicazione di inquietanti tarocchi del prestigioso piatto a partire dall’abitudine belga di modificarla in molti continenti con l’impiego della panna fino alla “Smoky Tomato Carbonara”, ovvero la carbonara di pomodoro affumicata pubblicata recentemente dal prestigioso New York Times.

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