Negli ultimi 100 anni la risorsa idrica rinnovabile nel nostro Paese si è ridotta del 20%, mentre i prelievi d’acqua raggiungono ogni anno i 30 miliardi di metri cubi, di cui il 41% è assorbito dall’agricoltura. Un quadro, frutto di uno studio del CREA – divulgato in occasione della Giornata Mondiale dell’Acqua (22 Marzo) -, che conferma quanto la gestione efficiente dell’oro blu sia oggi una leva strategica per la competitività, la sostenibilità e la resilienza del settore primario.
E’ importante quindi la ricerca di soluzioni tecnologiche che consentano una gestione sostenibile delle risorse idriche. Lo studio del CREA presenta un’analisi originale dell’uso irriguo, che fotografa un sistema sotto pressione, e una serie di consigli utili per ottimizzarne l’uso in campo. L’analisi mette in luce una sfida sempre più urgente per il sistema agricolo italiano, ed evidenzia come, nell’ultimo decennio, le coltivazioni che hanno occupato la quota più elevata di superficie irrigata siano state il mais da granella (19%), la vite (9,5%), le altre foraggere (8,8%) e le ortive (8,6%). Nello stesso periodo, l’aumento più marcato delle superfici irrigate ha riguardato legumi e girasole, entrambe in crescita del 50%, segnale di un’agricoltura che si sta ridefinendo anche nelle proprie esigenze idriche.
Il documento sottolinea che il tema irriguo non riguarda soltanto la disponibilità di acqua, ma anche la capacità di governarla, misurarla e distribuirla in modo più efficiente. Pertanto, in un contesto segnato dalla contrazione della risorsa idrica e dalla crescente pressione climatica, investire nell’ammodernamento del sistema irriguo significa rafforzare la tenuta dell’agricoltura italiana e la sua capacità di produrre valore in modo sostenibile.
Francia e Spagna raccolgono oltre il 30% dell’acqua piovana, noi solo l’11% come noi, segnala l’ANBI, l’Associazione Nazionale dei Consorzi di Gestione Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue. Che ricorda che i progetti per far transitare l’Italia dalla cultura dell’emergenza a quella della prevenzione sono pronti, creando la possibilità di maggiori certezze per l’irrigazione e la ricarica delle falde, ma anche per la produzione di energie rinnovabili ed il benessere delle comunità.
Sfortunatamente oggi si affiancano nuovi problemi, ricorda Massimo Gargano, Direttore Generale (ANBI): “Eravamo purtroppo abituati alle immagini dei migranti dalla siccità, ma ora le atrocità della guerra ce ne propongono altre: quelle delle risorse idriche diventate target bellici; fatto che sarà elemento di confronto al Forum Euromediterraneo sull’Acqua, in calendario a Settembre”.

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