GIORNATA INTERNAZIONALE DELLA TERRA, SPUNTI NON CONVENZIONALI…

GIORNATA INTERNAZIONALE DELLA TERRA, SPUNTI NON CONVENZIONALI…

Il 22 Aprile si è celebrata la 51^ Giornata internazionale della Terra e, per la situazione di emergenza mondiale dettata dalla pandemia da Covid-19, ma anche per una rinnovata attenzione all’ambiente forse in forza del miliardi messi sul piatto dall’Unione Europea con il Recovery Fund, il Green Deal e la strategia Farm to Fork, essa ha avuto un ottimo risalto sui media e quindi sulla popolazione. Molto positivo. Erano anni che l’ambiente non aveva tanta attenzione. Vuoi che stia nascendo una nuova coscienza ecologica, anche grazie alle varie Greta Thumberg e l’impegno di tanti giovani stufi dei bla bla che si spendono dai vari pulpiti mondiali più o meno importanti? Vedremo. Intanto noi qui vi proponiamo in sintesi alcune riflessioni proposte in relazione alla celebrazione di ieri che possono aiutare a comprendere la complessità del fenomeno cambiamenti climatici e salvaguardia del pianeta.

Pandemia: Spiegando come nasce una pandemia, il virologo prof. Palù punta il dito contro gli effetti dell’ attività umana sull’ecosistema. “All’ origine di ogni nuova pandemia c’è la violazione da parte degli esseri umani dell’ambiente, la distruzione di nicchie ecologiche che erano originariamente abitate da animali selvatici. A pesare sono tanti fattori: gli allevamenti intensivi di animali in stretta prossimità, ognuno di essi con i suoi virus; l’ uso diffuso di antibiotici per scopi alimentari e poi la deforestazione, i cambiamenti climatici, la desertificazione, la globalizzazione di piante, merci, animali. Le epidemie non sono provocate solo dai virus, gli elementi in grado di replicarsi più diffusi nella biosfera, di cui conosciamo solo qualche migliaia in grado di infettare uomini e animali, ma anche dai batteri» ha aggiunto. Con le modificazioni climatiche ed il trasferimento da una parte all’altra del pianeta di alcuni vettori, come le zanzare o le zecche, anche le malattie che trasmettono si sono spostate dai Paesi di origine. Insomma, dobbiamo aspettarci sempre più virus zoonotici (trasmessi da animali), come nel caso di Hiv, influenza virus, virus della Sars, Mers, Covid-19, virus Nipah, Hendra, Ebola, veicolati da primati, anatidi, varie specie murine, pipistrelli, così come due nuovi virus influenzali appena scoperti che arrivano anch’ essi da questi mammiferi”, specifica Palù.

Primi della Classe…?: L’accordo finalmente raggiunto a Bruxelles sulla climate law, segna una svolta importante per la transizione ecologica da parte dei Paesi membri della UE e rafforza la leadership internazionale dell’Europa, nella lotta ai cambiamenti climatici. Ora l’Europa, con questa decisione del 21 Aprile scorso, può presentarsi all’appuntamento sul clima del 23 Aprile con i Capi di Stato e di Governo invitati dal presidente degli Stati Uniti, vantando da una parte, una concreta solidità interna rispetto a uno degli obiettivi più ambiziosi, ovvero la riduzione delle emissioni nette di almeno il 55%, entro il 2030 e potendo contare, dall’altra, su metodi di valutazioni puntuali e affidabili, grazie all’istituzione del Comitato scientifico europeo sul cambiamento climatico, composto da 15 esperti per la consulenza indipendente e il monitoraggio.

Land Grabbing: Il fenomeno land grabbing è nato oltreoceano, quando un cospicuo numero di operatori finanziari iniziò ad accaparrarsi proprietà terriere nei Paesi in via di sviluppo, a seguito della crisi del mercato azionario determinata dal crollo dei mutui subprime. Una vera e propria colonizzazione del sistema agricolo per operazioni speculative sul fattore terra. Il land grabbing e gli sviluppi dell’agro-finanza possono mettere in pericolo anche il sistema agroalimentare italiano. C’e un rischio di squilibri nelle interrelazioni fra economia reale ed economia finanziaria, con la costruzione di latifondi finanziari, soprattutto nei nostri terreni agricoli di pregio. Lo sostiene la CIA. Le proprietà fondiarie del Paese rischiano, dunque, di diventare preda delle speculazioni di multinazionali e fondi di investimento, che acquistano grandi estensioni agricole come puro asset immobiliare. Il rischio di questi movimenti finanziari stranieri attorno alla terra è la creazione di latifondi basati su monocolture estensive che deprimono la biodiversità, senza investimenti produttivi da cui possa trarre vantaggio tutta la filiera agroalimentare.

Kilometro zero: È stato calcolato, ricorda Coldiretti, che un chilo di ciliegie dal Cile per giungere sulle tavole italiane deve percorrere quasi 12mila chilometri con un consumo di 6,9 chili di petrolio e l’emissione di 21,6 chili di anidride carbonica, mentre un chilo di mirtilli dall’Argentina deve volare per più di 11mila chilometri con un consumo di 6,4 kg di petrolio che liberano 20,1 chili di anidride carbonica e l’anguria brasiliana, che viaggia per oltre 9mila km, brucia 5,3 chili di petrolio e libera 16,5 chili di anidride carbonica per ogni chilo di prodotto, attraverso il trasporto con mezzi aerei.

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