Un progetto pilota per due comparti produttivi piuttosto complessi (pomodoro da industria e quella del suino), soggetti a dinamiche di mercato che determinano oscillazioni di prezzo tali da influire anche sul prodotto destinato al consumatore finale. Ciò, per mettere a punto un modello economico capace di considerare e remunerare in modo equo tutti gli attori della filiera, dal produttore al consumatore, con un approccio che garantisca la distribuzione del valore, la condivisione dei rischi e delle opportunità economiche, maggiore reciprocità così come un giusto prezzo di vendita per il consumatore. È questo l’obiettivo del protocollo di intesa siglato tra Confagricoltura e Coop Italia. L’accordo, biennale con possibilità di rinnovo, mette in campo un gruppo di lavoro di alto livello, composto da due docenti universitari specialisti in materia (gli atenei coinvolti sono l’Università di Parma e Piacenza) e, per ciascuno delle due parti firmatarie, tre professionisti con esperienze nei settori tecnico-produttivo, legale, amministrativo e di mercato. Un segnale importante, spiegano i firmatari, in un momento in cui si parla di pratiche sleali. È infatti sempre più evidente la necessità di avere meno frammentazione nelle filiere e un giusto equilibrio tra le parti che tenga anche conto delle necessità del consumatore finale.

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